Confusi dalla terminologia BIM?

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Molte persone che affrontano un progetto BIM per la prima volta, si scontrano con un mondo nuovo, fatto di nuove terminologie, di nuove sigle ed acronimi, e della richiesta di molti documenti: il tutto è scoraggiante, confuso e apparentemente complicato. Questo articolo tradotto e adattato dal blog di Ralph Montague aiuta a spiegare, o navigare, il processo di BIM per i non esperti.

Perchè il BIM?

Prima di entrare nei dettagli del BIM, e cominciare a sentirsi sopraffatti e confusi, è bene fare un passo indietro e ricordare prima di tutto il perché del BIM. È perché vogliamo migliori risultati dal progetto. Vogliamo una migliore comunicazione e condivisione delle informazioni. Una migliore comprensione, coordinamento, analisi e prestazioni. Maggiore certezza, meno rischi, meno costi, no a duplicazioni e perdite, minori ritardi, variazioni e controversie. In breve, una migliore informazione per costruire edifici migliori, in meno tempo e più economici.

Provate a leggere, per poter dire alla fine, "ne valeva la pena".

BIM è soprattutto "principi di buona progettazione e gestione del progetto"

Molte delle cose che fanno parte del processo BIM, non sono poi così nuove come sembra. Sono cose che vengono già fatte, o che si dovrebbero fare, che fanno parte di una buona progettazione e/o buona gestione del progetto. Alla fin fine BIM potrebbe essere considerato semplicemente come un nuovo nome fantasioso, un acronimo standard a cui abituarsi.

Quando si guarda a un tipico progetto, si devono considerare le seguenti fasi:

  1. Il committente dovrebbe documentare "cosa vuole".
  2. I Fornitori (progettisti e imprese) dovrebbero documentare "come" forniranno ciò che è richiesto e necessario, il tutto tramite un’offerta, delle tecniche di presentazione, delle procedure, e indicazioni delle responsabilità.
  3. Il committente dovrebbe controllare, o validare, che i team proposti siano in grado di realizzare il progetto, prima di ricevere l'incarico.
  4. Ci dovrebbe essere un "contratto" tra le parti, con gli scopi del servizio da realizzare, che contenga la lista delle cose da realizzare, fornire.
  5. Dovrebbe essere nominato un "responsabile" , cioè colui che fa da riferimento per il coordinamento del team complessivo (capo-progetto, o direttore dei lavori, o appaltatore principale, a seconda della fase del progetto).
  6. Quando la fase di progetto viene consegnata, dovrebbe essere confrontata e verificata rispetto ai requisiti iniziali, per vedere se è conforme. Se è così, allora si procede al pagamento.

Quando si parla di produzione, la gestione e la condivisione (scambio) di informazioni nei progetti BIM (Building Information Management), si applicano le stesse cose:

  1. Il committente specifica le sue esigenze "informative", il "cosa" vuole, nel documento di EIR (Employer Information Requirement) e nel piano digitale di lavoro DPoW (Digital Plan of Work).
  2. Fornitori (progettisti e imprese) documentano come "forniranno" ciò che è necessario, in un piano di esecuzione BIM BEP (BIM Execution Plan). Di questo documento contrattuale c'è una versione light che specifica l'offerta iniziale (pre-contratto BEP) e una versione più dettagliata una volta ricevuta la nomina (post-contratto BEP).
  3. Il committente convalida la capacità del team, attraverso i questionari di pre-qualificazione PQQs (Pre-Qualification Questionnaires), e di valutazione BVA (BIM Capability Assessments). La raccolta di tutte le valutazioni per tutte le risorse nominate del team, viene denominato Piano di attuazione del progetto PIP (Project Implementation Plan).
  4. C'è un "contratto informativo” concordato tra le parti, denominato Protocollo BIM (BIM Protocol), che include la tabella di consegna e produzione del modello BIM MPDT (Model Production Delivery Table) - lo schema della lista delle informazioni, che verrà successivamente ampliata in modo sempre più dettagliato, nel documento MIDP (Master Information Delivery Plan) - vedi sotto.
  5. Qualcuno viene nominato responsabile del processo BIM responsabile della distribuzione delle informazioni, denominato Project Information Manager (di solito il capo-progetto nella fase di progettazione, e l'appaltatore principale nella fase di costruzione), il quale assegna i compiti specifici al team.
  6. Allo scopo di coordinare, collaborare, condividere e controllare le informazioni fornite, in modo semplice e continuativo viene specificato uno spazio digitale "repository" centrale in cui memorizzare tutte le informazioni approvate di progetto, gestito con cura, denominato Ambiente dati comune CDE (Common Data Environment). Questo spazio è gestito dal responsabile di processo BIM (Progetto Information Manager). Il CDE conterrà dati di tipo grafico, dati e documenti non grafici - in altri termini TUTTE le informazioni sul progetto (non solo modelli e disegni). Durante la fase di progettazione / costruzione, le informazioni nel CDE vengono denominate PIM(Project Information Model), mentre nella fase post-costruzione o fase di gestione operativa, viene denominato AIM (Asset Information Model).

Perché i vostri progetti BIM non funzionano correttamente?

Nel vostro progetto BIM quali sono passaggi che mancano tra quelli descritti sopra?

Quali sono i riferimenti normativi Europei?

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BIM è stato adottato principalmente nei paesi anglosassoni USA, UK, e paesi del (ex) Commonwealth (Australia ecc) per cui la maggior parte delle esperienze e della "letteratura" proviene da quell'area. In europa il governo inglese ha e sta lavorando molto in questa direzione e quindi spesso anche in Italia si fa riferimento per ora a procedure e normative UK.

Altra fonte di importante riferimento è BIMFORUM, l'iniziativa BuildingSmart in US.

Molto importante ovviamente è BuildingSMART International l'autorità di guida a livello mondiale per la trasformazione economica del patrimonio delle costruzioni attraverso la creazione e l'adozione di standard internazionali aperti.

E in Italia?

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Per quanto riguarda le normative italiane, dopo le BS e le PAS inglesi stanno arrivando le linee guida BIM italiane "UNI 11337 Edilizia e opere di ingegneria civile – Gestione digitale dei processi informativi delle costruzioni “, che ristrutturano profondamente una preesistente norma UNI (UNI 11337:2009 e UNI 11337-3:2015) .

Le UNI 11337 sono così strutturate:

  • UNI 11337-1 Modelli, elaborati e oggetti informativi per prodotti e processi;
  • UNI 11337-2 Criteri di denominazione e classificazione di modelli, prodotti e processi;
  • UNI 11337-3 Modelli di raccolta, organizzazione e archiviazione dell’informazione tecnica per i prodotti da costruzione (schede informative digitali per prodotti e processi);
  • UNI 11337-4 Evoluzione e sviluppo informativo di modelli, elaborati ed oggetti; Evoluzione e sviluppo informativo di modelli, elaborati ed oggetti;
  • UNI 11337-5 Flussi informativi nei processi digitalizzati; Flussi informativi nei processi digitalizzati;
  • UNI 11337-6 Esemplificazione di capitolato informativo;
  • UNI 11337-7 Requisiti di conoscenza, abilità e competenza per le figure coinvolte nella gestione digitale dei processi informativi;
  • UNI 11337-8 Organizzazione delle figure coinvolte nella gestione digitale dei processi informativi.

(*) Al momento sono in completamento per la stesura finale le parti 1, 4, 5 e 6.

A chi servono gli standard?

Vale la pena di soffermarsi sugli standard. Gli standard tecnici sono in generale il motivo per cui le cose funzionano. Si provi a pensare ad es. a standard come il Digitale Terrestre per la TV, la telefonia o internet. Il fatto di poter accedere a così tante informazioni, quasi istantaneamente, in qualsiasi browser, su qualsiasi dispositivo, è legato allo standard chiamato HTML (Hyper Text Markup Language). Ora, come utenti internet, non siamo interessati ai dettagli tecnici di come è lo standard HTML, ma per un web designer, probabilmente è necessario conoscere in dettaglio l'HTML. Se conosco tecnicamente in dettaglio lo standard HTML sarò in grado di offrire un miglior servizio internet. In qualità di operatori abbiamo tutti bisogno di promuovere e sostenere gli standard.

Lo stesso vale per un una costruzione, un edificio, se siamo il committente o l'utente dell'edificio, potremmo non avere interesse a conoscere le norme tecniche del BIM, ci basta sapere che le informazioni dell'edificio siano in forma digitale, accessibili, ricercabili, precise e utili.
Come committente, mi aspetto che il team di professionisti, che ho incaricato, sia perfettamente in grado di svolgere il suo lavoro e sia pienamente consapevole delle norme e regolamenti che lo guidano. Come committente, richiedo che venga supportato pienamente lo standard BIM, anche senza capire i dettagli tecnico, semplicemente perchè è una garanzia che migliorerà le informazioni dell'edificio. Come committente, ho un ruolo da svolgere, e devo capire il necessario per essere in grado di porre le domande giuste, e di ottenere le risposte giuste.

IFC e altri dettagli sulla gestione digitale dei dati

Con il BIM, si parla di "informazioni digitali" degli edifici - cioè informazioni utilizzabili tramite computer. Come esseri umani, siamo in grado di interpretare dati analogici come liste, disegni parole, su carta stampata o visive o sentite. Ma i dati "analogici" sono soggetti ad errori umani di interpretazione. Sono lenti e ingombranti (bisogna stamparli, leggerli pagina per pagina). I computer non "interpretano" le cose e dal momento che si tratta di gestire le informazioni digitali, bisogna usare la stesso linguaggio (struttura, classificazione, dizionario) del computer, e fornire i valori richiesti, o attributi, che il computer si aspetta, altrimenti non funzionerà.

Un database digitale delle informazioni dell'edificio deve seguire gli standard.
In qualità di committente, come si fa a chiedere al team di progettazione di fornire "informazioni" con una struttura (modello) ben organizzata, utilizzando le corrette convenzioni per le denominazioni degli elementi (dizionario) in forma digitale?
Beh, per fortuna, ci sono gli standard aperti internazionali che descrivono come devono essere codificate le informazioni digitali della costruzione:

  • ISO 16739 - Industry Foundation Classes (IFC) - Schema Dati
  • ISO 12006 - International Framework of Dictionaries (IFD) - Classificazione dei dati
  • ISO 29481 - Information Delivery Manual (manuale delle Informazioni di consegna ) (IDM) e Model View Definitions (MVD) - per lo scambio dei dati

Tutto molto bello, ma che cosa significa per me, committente? Non voglio studiare e comprendere i dettagli tecnici di questi standard, voglio solo chiedere a chi ho incaricato, in qualità di responsabile della produzione delle informazioni, di farlo in un modo che funzioni, in conformità a questi standard, e voglio avere a disposizione un modo semplice per sapere che ciò che stanno facendo sia fatto correttamente.

Il Piano digitale di lavoro DPoW (Digital Plan of Work)

Il PIANO DIGITALE DI LAVORO è il documento guida fondamentale del progetto BIM. Il dPoW mira a fornire chiarezza come i dati della costruzione vengono specificati, testati e infine utilizzati con successo dalla catena di fornitura e dal committente per raggiungere il livello 2 BIM.

Parleremo di Piano digitale di lavoro nel prossimo articolo del nostro blog.

NON è così difficile

Cercando di evitare l'errore di un eccesso di semplificazione, il BIM è certamente difficile perchè ci sono nuovi standard e processi, nuove terminologie e acronimi, ma in sostanza, BIM è un condensato di pratica di buona progettazione e di buona gestione del progetto.
Per quanto riguarda la produzione, la gestione e lo scambio di "dati in forma digitale" , è il modo più standardizzato, coordinato e collaborativo di informare che rende tali informazioni utili a tutti. Uno dei concetti importanti, è che il BIM specifica in modo più preciso il ruolo di ciascun partecipante: committente, progettista, costruttore, fornitore e produttore.

Ancora confusi? - forse è meglio tornare al primo capitolo di questo articolo… :-) :-) :-)

 

 

 

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